Recensione libro Il dottor Živago di Borìs Pasternàk

Contenuto ●●●●○

Copertina ●●●○○

Scorrevolezza ●●●○○

Autore. Borìs Pasternàk nacque a Mosca, studiò al Conservatorio e si laureò in Filosofia. Esordì con componimenti poetici per poi approdare alla prosa. Sostenne la Rivoluzione russa, fino a quando non decise di contrastare il regime e di schierarsi a favore degli esuli e degli internati. Lo scrittore venne esiliato e la sua opera maggiore, Il dottor Živago fu considerato un libello antisovietico. Nel 1958 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura.

Il dottor Živago, Casa Editrice Feltrinelli, 2020

Trama e recensione. Il fischio di un treno accompagna la vita in fuga del dottor Zivago. Siamo nel 1905, in Russia si compie la Prima rivoluzione russa. Si scindono in due fazioni, i bianchi e i rossi e la povertà regna sovrana. Accompagnano l’adolescente Zivago i suoi studi di medicina, ma anche la sua passione per la poesia. Vediamo Tonja, laureata in legge, Lara, insegnante al ginnasio femminile e Paša a quello maschile. Le speranze giovanili termineranno con l’inizio della Prima Guerra Mondiale, che condurrà gli uomini in battaglia e alcune donne saranno tra le fila delle crocerossine. Un incontro fortuito, uno scambio di sguardi e da qui inizia il tormento di una giovane ragazza sottomessa alla volontà di un potente signore. Crescendo si renderà conto di amare un’altra persona, provando in ogni modo a trovare una sorta di equilibrio, che verrà spezzato da un evento definitivo. Ogni vicenda narrata è presentata attraverso continue descrizioni dei luoghi attraverso i quali si muovono i diversi personaggi. Emergono storie accessorie allo scopo di far ambientare il lettore nella Russia del tempo e si fa fatica a seguire il corso degli eventi per i tanti nomi di personaggi marginali, disseminati nel testo. Tranne per questo aspetto, la storia è narrata in maniera molto scorrevole e l’espressione patetica dei sentimenti genera un’immedesimazione piena. Nel corso della storia sono presenti anche delle digressioni con riflessioni sulla situazione politica della Russia del tempo, sulla storia, sull’amore e sulla religione. Il libro è consigliato a chi ama la narrativa russa e non si lascia atterrire dalla lunghezza del testo e dalla trama intricata.

«Ti amo follemente, da perdere la ragione, senza limiti»

Borìs pasternàk

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