Recensione Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij

Contenuto ●●●●●

Copertina ●○○○○

Scorrevolezza ●●●●●

Autore. Fëdor Dostoevskij nacque a Mosca. Suo padre era un medico militare e sua madre di origine nobile, era molto religiosa. Dopo la carriera militare iniziò a scrivere romanzi. Fu arrestato e condannato a morte per atti sovversivi. Annullata la pena di morte dovette occuparsi di lavori forzati e fu successivamente deportato in Siberia. Fu liberato e dovette tornare nell’esercito; ebbe una moglie e un figlio, ma dopo la morte di lei si dedicò al gioco d’azzardo. Dopo aver ricevuto molti meriti per i suoi scritti, morì a causa di un enfisema polmonare.

Le notti bianche, è stato pubblicato dalla Casa Editrice LaFeltrinelli nell’anno 2015.

Trama e recensione. Può un amore durare solo un minuto intero? Riuscirà il sognatore a scavare nell’animo della giovane e a dichiararsi? O vivrà in eterno con il ricordo di un sogno a occhi aperti?

Come un battito d’ali di una farfalla, il cambiamento di un colore delle pareti esterne di una casa, può alterare l’umore di un passante, privato della sua abitudinaria passeggiata, con le consuete visioni, ognuna al proprio posto.


Lui non bada alle ragnatele, né alle pareti annerite della sua modesta casa, lui è un sognatore ed è capace di volare con la fantasia, perché è artista della sua stessa vita.
Immagina anche un grande amore da parte di una ragazza, incontrata per caso, al colmo della disperazione, mentre osservava un corso d’acqua.
Il sognatore riversa fiumi di parole in un cuore già occupato da un altro sogno, da un amore idealizzato, per liberarsi da un oppressivo controllo dell’unico membro familiare a lei rimasto.

Lei, nutrita da amori cavallereschi trovati fra le righe di romanzi, donati da un giovane appena conosciuto, indossa un cappellino giallo e una mantellina nera per incontrare l’uomo dei suoi sogni.
L’unica donna e la sola ad avere un nome in tutto il romanzo, s’imbatterà in un sognatore che fa di lei il suo sogno, mentre di notte vagano per una Pietroburgo che fa da cornice all’avvento di un giovane senza nome e atteso per troppo tempo, in una scatola cinese di immaginazione.

Un libro da leggere e rileggere, in età diverse, colmo di significati sempre più profondi e nuovi. Consigliato ai cuori infranti, come un balsamo di amorose corrispondenze.

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«In due minuti mi avete fatto felice per sempre»

FËDOR DOSTOEVSKIJ

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